Il Metiusco, il vino dei nostri padri

Il Metiusco, il vino dei nostri padri

Dall’etichetta al tappo, fino alla ceralacca impressa personalmente, bottiglia dopo bottiglia, con la storia del marchio. Il Metiusco non è un vino come gli altri. Al di là dei riconoscimenti internazionali ricevuti, la sua specialità è nelle sensazioni che dona a chi lo produce e a chi lo gusta.
Il significato del nome (“mi inebrio”, dal greco) fa riferimento proprio a questo perché il Metiusco è il vino dei nostri padri e nelle sue diverse declinazioni racconta di estati e di sole, del calore della gente del Salento, di un’intensità che ha una storia ogni volta che viene versato nel bicchiere.
Freschezza e consapevolezza di un prodotto di eccellenza, il Rosato è prodotto dalla vinificazione delle migliori uve Negroamaro provenienti dai vigneti Palamà che circondano Cutrofiano e il Basso Salento.
Dopo la vendemmia, che avviene solitamente nella seconda decade di settembre, si procede alla selezione e alla diraspatura delle uve raccolte e il mosto ottenuto è avviato a una breve macerazione a temperatura controllata. Questa fase si protrae a seconda dell’annata dalle 12 alle 36 ore, trascorse le quali si effettua un salasso, cioè si spilla dal basso tutto o parte del mosto e lo si avvia alla fermentazione alcolica. Poi il vino viene fatto riposare in contenitori di acciaio sino all’imbottigliamento.